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Segnaliamo questi incontri promossi dalla parrocchia di Santa Monica che possono essere un utile contributo al nostro cammino annuale.

Venerdi 17 maggio: ”C’è una questione femminile nella Chiesa?” incontro-dibattito con Stella Morra, teologa docente presso l’Università Gregoriana di Roma

Venerdi 24 maggio: ”La donna nella Chiesa di domani” ncontro-dibattito con Morena Baldacci, teologa docente presso l’Università Pontificia Salesiana di Torino.

Entrambi gli incontri si terranno alle ore 21 nella parrocchia di Santa Monica, via Vado 9, Torino.

S.Monica

ORSOLINE A CASERTA

Le suore contro la Chiesa maschilista

di Elisabetta Reguitti,   inviata a Caserta

A Caserta c’è un luogo in cui si parla vicentino e religiose senza velo spingono il passeggino.   È l’appartamento delle suore del condominio di Casa Rut, all’interno di un palazzone del centro: il pavimento dell’androne è sconnesso e la porta d’ingresso protetta da un cancello. Il primo saluto è il buon profumo di casa e di pulito. Poi arrivano suor Assunta, suor Rita, suor Maria e suor Anna: età media 54 anni, tre di loro sono venete e una di Roma. Appartengono all’ordine delle Orsoline del Sacro cuore di Maria. “Qui il Vangelo è donna”, afferma sorridendo suor Rita Giaretta che dopo aver preso i voti ha deciso di iniziare la sua “missione” nella casa di accoglienza per immigrate in difficoltà denominato Rut che significa “l’amica”. “Questo Conclave è una grande opportunità per spalancare le porte alla verità, non ha senso nascondere le debolezze di chi ha seguito le logiche del mondo”.

Banche, potere e abusi su minori? “La prima risposta la Chiesa dovrà dare al suo interno”. La storia di casa Rut comincia nel 1995. “All’inizio non è stato facile, eravamo osservate con diffidenza. Oggi abbiamo una piccola cooperativa in cui le ragazze lavorano con un compenso simbolico che gratifica il loro impegno”. La statua della Madonna è sistemata accanto alla riproduzione del continente africano dal quale provengono Lovet, Success, Honey, Josephine, Susan, Blessy e Vichi con le sue gemelline di solo 5 mesi, Mirabelle e Miracle. Loro, guardano il mondo dai passeggini ed è una processione di baci per le due stupende creature color ebano. Niente buonismo o pietismo; a casa Rut le ragazze accudiscono se stesse, la casa, studiano, hanno a disposizione una stanza-cappella, cercano di ritrovare forze motivo per ricominciare una nuova vita nel mondo. “Non è facile ma ci proviamo insieme”, afferma suor Rita mentre sfoglia il giornale. “Vede, tutti questi uomini di spalle che messaggio possono dare?”. L’immagine è quella inflazionata dei porporati ripresi di schiena a San Pietro. “Perché la donna non trova spazio nella Chiesa? – chiede -. Non mi fraintenda. Sto parlando del fatto che il messaggio della Parola è solo al maschile e il rapporto con la donna inteso come realtà tentatrice. Non sono per il sacerdozio femminile ma ritengo che la formazione sacerdotale non sia al passo con in tempi della comunità alla quale la Chiesa dovrebbe rivolgersi”.

Di aberrazioni e bisogni sessuali che fanno parte di ogni uomo suor Rita non si vergogna di parlare. “I religiosi e le religiose fanno voto di obbedienza, povertà e castità ma i preti vengono ordinati. San Pietro era sposato. Poi la Chiesa ha scelto di imporre il celibato”. Nella cooperativa “neWhope” lavorano Oxana, Mirella e Marianna di Caserta così come le volontarie Titti e Rosanna. Che Papa vorreste? Titti esclama prontamente “don Gallo”. Suor Rita invece che Papa si augura, magari nero come le sue ragazze? Gli occhi verdi della religiosa sorridono. “La Chiesa africana deve ancora maturare anche se è sulla buona strada. Penso che l’Oriente abbia molto da dire così come l’America latina. Post scriptum: neppure un centesimo dell’ 8 per mille devoluto alla Chiesa è destinato a realtà come casa Rut, fatta di religiose ma non di preti. Suor Rita e le altre non fanno forse ugualmente parte di quella Chiesa che porge le sue mani all’umanità?

Le suore chiedono di aprire la Chiesa anche alle donne ed esprimono il desiderio di avere risposte chiare contro malaffare, abusi sessuali e pedofilia .

tratto da: il Fatto Quotidiano dell’ 8 marzo 2013 pag.12

Riportiamo di seguito un articolo apparso sul quotidiano L’Unità dell’ 11 marzo u.s. riguardante la Lettera aperta alla Chiesa italiana elaborata dalla Rete dei Viandanti e sottoscritta anche dal Chicco di Senape.

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DUE NUOVE ATTIVITÀ

Dopo qualche mese di silenzio e di organizzazione, “chiccodisenape” torna con due nuove attività che speriamo che potranno coinvolgervi e interessarvi.

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La prima riguarda il nostro modo speciale di celebrare l’anniversario del Concilio: il 9 aprile al Centro Studi “Bruno Longo” (via  Le Chiuse 14) organizziamo un primo incontro tematico:

“Liberi tutti!” o “Liberi tutti?

La libertà religiosa al Vaticano II e oggi “,

curato da don Oreste Aime.

L’incontro inizierà alle 19 con la riflessione di don Oreste, seguirà un momento conviviale   (in cui chi può porta qualcosa e si mangia tutti insieme) e poi continuerà con la discussione comune. La conclusione è prevista per le ore 22.

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La seconda riguarda la proposta di un nuovo percorso di discussione e di confronto, secondo lo stile che abbiamo già condiviso in questi anni. Questa volta mettiamo a tema il ruolo delle donne nella Chiesa, accompagnati da la scheda “Di che cosa parli con lei?” che trovate in allegato.

I gruppi sono invitati a riunirsi e a partecipare (secondo le modalità proposte nella scheda), inviando un loro contributo tematico entro dicembre.

Nel frattempo sono previste alcune iniziative tematiche che saranno comunicate nei prossimi mesi, sino ad arrivare a un convegno nei primi mesi del prossimo anno.

Siamo felici di comunicare che quest’attività sarà fatta in collaborazione con il Coordinamento Teologhe Italiane (www.teologhe.org).

Tutti i gruppi che vorranno partecipare sono invitati a segnalare la loro adesione all’iniziativa scrivendo a chiccodisenape@gmail.com

Nei prossimi mesi il nostro sito http://chiccodisenape.wordpress.com ospiterà molti contributi tematici sulle due attività proposte.

Augurandoci di fare ancora un altro pezzo di strada insieme, vi salutiamo caramente,

le amiche e gli amici del coordinamento di “chiccodisenape”

Allegato: “Di che cosa parli con lei?”

vi invitiamo a leggere, direttamente sul sito dei  Viandanti l’interessante editoriale di Severino Dianich, già docente nella Facoltà teologica dell’Italia centrale, su uno dei temi caldi nella Chiesa di oggi.

«La questione della sinodalità nella Chiesa oggi, non di rado, viene tradotta nei termini impropri di un’alternativa: democrazia sì, democrazia no.

La storia sementisce ambedue le ipotesi. Se si opta per “democrazia sì”, si urta contro una tradizione costante, per la quale la decisione sui dogmi della fede e sulla regola dei sacramenti mai è stata consegnata a delle assemblee popolari. Se si opta per “democrazia no”, ci si imbatte nella pratica dei concili, nei quali si decide, come nei parlamenti, sulla base di maggioranza e minoranza. Nei concili del passato inoltre, non mancava la partecipazione dei laici, se pure consegnata, come era ovvio accadesse in società autocratiche, ai principi e ai re. Inoltre nell’ordinamento canonico degli ordini religiosi, nel passato Continua la lettura »

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