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Benedetto XVI

Pubblichiamo la notizia riportata dal sito di La Repubblica: http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/esteri/benedetto-xvi-29/lefebvriani/lefebvriani.html. Un’ulteriore passo, verso dove?

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Il perdono pontificio reso noto oggi. Benedetto XVI non ha cambiato idea
dopo le parole revisioniste sull’Olocausto di uno di loro, il britannico Williamson
Il papa revoca la scomunica
ai quattro vescovi lefebvriani

Padre Lombardi: “Sono in piena comunione con la Santa Sede
Ma questo non significa sposare le tesi negazioniste”

CITTA’ DEL VATICANO – E’ ufficiale: Benedetto XVI ha revocato la scomunica ai quattro vescovi ultratradizionalisti ordinati illegittimamente da Marcel Lefebvre il 30 giugno 1988. L’atto del “perdono pontificio” è stato reso noto oggi. Le dichiarazioni revisioniste e negazioniste sull’Olocausto ebraico – “le camere a gas non sono mai esistite” – fatte da uno di loro, il britannico Richard Williamson, non hanno provocato ripensamenti nella decisione già presa da papa Ratzinger.

“I lefebvriani sono in piena comunione con la Santa Sede”, ha dichiarato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi. Aggiungendo, però, in riferimento a Williamson, che la revoca della scomunica non significa “sposare le sue idee e le sue dichiarazioni, che vanno giudicate in sè”.

“Con questo atto – è scritto nel decreto papale – si desidera consolidare le reciproche relazioni di fiducia e intensificare e dare stabilità ai rapporti della Fraternità San Pio X con questa Sede Apostolica”. Nelle intenzioni del Pontefice, “questo dono di pace, al termine delle celebrazioni natalizie, vuol essere anche un segno per promuovere l’unità nella carità della Chiesa universale e arrivare a togliere lo scandalo della divisione”. Il decreto “auspica che questo passo sia seguito dalla sollecita realizzazione della piena comunione con la Chiesa di tutta la Fraternità San Pio X, testimoniando così vera fedeltà e vero riconoscimento del Magistero e dell’autorità del Papa”.

E dunque, il Papa con la decisione comunicata oggi ha compiuto un altro, decisivo passo verso i lefebvriani dopo la liberalizzazione del messale pre-concliare (la cosiddetta messa in latino). In rotta con il Concilio Vaticano II – per le aperture su tematiche come la libertà religiosa, la liturgia e, più in generale, i rapporti con la società moderna – la fraternità sacerdotale dell’arcivescovo francese divenne, da allora, una comunità scismatica. Creando una frattura all’interno della cattolicità che, salito al soglio pontificio, Benedetto XVI si è impegnato pervicacemente a sanare. Sollevando però, anche perplessità e critiche, soprattutto da parte del mondo ebraico.

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