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Posts Tagged ‘clandestini’

Riportiamo il post che don Vinicio Albanesi ha pubblicato sul suo blog (http://www.vinicioalbanesi.it/).

E’ una gara di provvedimenti, di incontri, di interviste per dichiarare che il “problema” della sicurezza in Italia sono gli zingari e i clandestini. Alle parole seguiranno i fatti promettono ministri, sindaci, amministratori, intervistati.

Novelli sacerdoti della purezza del tempio (l”Italia) si impegneranno alla lotta senza quartiere contro i cani (gli zingari) e gli infedeli (i clandestini). Quando le misure saranno applicate, sono sicuri che la purezza del tempio della nazione ritornerà a risplendere, il male scomparirà e la pace sociale regnerà per sempre. Nel frattempo pensa il popolo a incendiare baracche e a mettere in fuga gli indesiderati.

Dichiaro pubblicamente di essere dalla parte degli zingari, nonostante siano fannulloni, ladri, imbroglioni, puzzolenti, sfruttatori di bambini. E dalla parte dei clandestini, perché sono soli, poveri, sbandati, delinquenti. I motivi sono semplici:

– perché i delitti e il crimine non hanno nazionalità;
– perché sono spesso maltrattati e perseguitati nei loro paesi;
– perché nessuno li vuole;
– perché non voglio essere annoverato tra gli Einsatzgruppen del terzo millennio;
– per riparare alla compravendita di sesso di donne e di minori da parte di nostri connazionali all’estero;
– perché anche i veri cani randagi hanno garantito un rifugio;
– perché sono creature umane;
– perché i loro bimbi hanno diritto al futuro come i nostri;
– perché lenire le loro sofferenze è un dovere umanitario;
– perché 70 mila zingari sono italiani;
– perché è possibile lavorare con loro;
– perché è possibile la convivenza umana;

Così han fatto Cristo con i ladroni e San Francesco con il lebbroso.

Segnaliamo l’articolo scritto da don Gino Rigoldi pubblicato oggi sul Corriere della Sera.

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Campi nomadi bruciati di notte. Cittadini italiani che festeggiano per strada di giorno.

Nel 2003 Rizzoli pubblicò il libro di Gian Antonio Stella, “L’Orda – Quando gli albanesi eravamo noi”. Ecco alcuni spezzoni tratti dai giornali stranieri d’epoca, che dipingevano l’immigrazione italiana:

USA 1986, American Protective Association: “Gli immigrati cattolici operano una sistematica occupazione dei posti di lavoro soppiantando in questi impieghi indesiderabili i protestanti e gli americani con i loro metodi da clan”

USA 1911, Reports of the Immigration Commission: “Noi protestiamo contro l’ingresso nel nostro Paese di persone i cui costumi e stili di vita abbassano gli standard di vita americani e il cui carattere, che appartiene a un ordine di intelligenza inferiore, rende impossibile conservare gli ideali più alti della moralità e della civiltà americana”

USA 1900, San Francisco Cronicle: “(Gli Italiani) hanno quell’aria di stupidità animale che si manifesta nelle pecore spinte di qua e di là quando sono troppo indolenzite e stanche per belare o protestare (…) Non serve a nulla discutere con questa classe ignorante (…) Il denaro è il loro Dio”

SVIZZERA, 1898, La Suisse: “Il quartiere di Spalen, a Bale, è diventato negli ultimi anni una vera colonia di operai italiani. La sera soprattutto, queste strade hanno un vero profumo di terrore transalpino (…) alcuni gruppi di italiani si assembrano in posti dove intralciano la circolazione e occasionalmente danno vita a risse che spesso finiscono a coltellate. Non ci sono misure da prendere, forse difficili ma urgenti, da parte della polizia degli stranieri?”

USA 1879, New York Times: “Tra i passeggeri di terza classe (…) c’erano ieri 200 italiani, che il sovraintendente Jackson definì la parte più lurida e miserabile di esseri umani mai sbarcati a Castle Garden”.

USA 1906, New York Times: “Lo sporco che li circonda, l’odore di muffa delle loro abitazioni umide è per loro piacevole e fa la loro felicità, come fossero in un appartamento lussuoso”.

AUSTRALIA 1890, Australian Workman: “(Gli italiani sono) briganti, fannulloni, lazzaroni, corrotti nell’anima e nel corpo. Se il boicottaggio vale a qualcosa, è in questo caso degli italiani che si deve applicare. Siamo certi che i nostri capitalisti non riceveranno beneficio alcuno dall’invasione di queste locuste”

Invece di bruciare i campi nomadi e sfogare scene di giubilo di fronte alle telecamere, bisognerebbe avere il coraggio di ricordare il passato, il nostro passato, per cercare di comprendere il presente e trovare giuste soluzioni.

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