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Archive for the ‘paese’ Category

Approfondimenti

Cari amici e care amiche,

tanti auguri di buon anno nuovo!

A mo’ di regalo per iniziare bene il cammino, vi segnaliamo alcuni spunti che possono essere interessanti:

l’omelia di Natale di don Gallo;

documenti e considerazioni sul Motu Proprio del Papa per la prevenzione e il contrasto delle attività illegali in campo finanziario e monetario;

– l’articolo “Chiesa, che fare” di Severino Dianich pubblicato in  Regno-att., 20,2010, pp. 719-720.

Buona lettura e buona visione!

 

 

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DISCUTERE SULLE SFIDE CONTEMPORANEE DELLA FEDE CRISTIANA

«Non sapete interpretare i segni dei tempi?». Questa domanda impegnativa di Gesù (cfr Matteo 16,3 e Luca 12,56) sarà il titolo e il tema generale del secondo convegno del “chiccodisenape”.
L’incontro avverrà sabato 29 maggio 2010 presso la parrocchia Patrocinio di san Giuseppe in via Baiardi 4 (raggiungibile con le linee urbane: 1, 17, 18, 34, 35, 42, 74), dalle 9.30 alle 17.00
L’incontro non è solo un occasione di incontro per i partecipanti dei vari gruppi ecclesiali della rete di “chiccodisenape” perché è aperto alla partecipazione di tutte le persone appassionate per la chiesa.

L’iniziativa “chiccodisenape” (il più piccolo dei semi, immagine evangelica del Regno di Dio seminato nel mondo) è nata nel 2007 nello spirito che vivificò il Concilio Vaticano II, spirito di partecipazione, di espressione e di responsabilità laicale del popolo di Dio in ascolto della Parola di vita.
Hanno promosso e proseguito l’attività (convegni locali e nazionali, occasioni di riflessione e di preghiera, documenti su problemi morali e sulla missione propria della chiesa) laici e presbiteri accomunati dall’attenzione per la chiesa e per il suo servizio evangelico nel mondo, e dal desiderio di creare le condizioni per una vera comunione che accetti le diversità e la franchezza dei rapporti.

Il convegno del 29 maggio vedrà, dopo una presentazione del programma e un momento di preghiera, una relazione sul tema generale, tenuta da Elmar Salmann, monaco benedettino e docente presso il Pontificio Istituto Sant’Anselmo e la Pontificia Università Gregoriana, seguita dal lavoro dei partecipanti in sette laboratori, coordinati da un esperto:
1. Il pluralismo e l’opinione pubblica nella chiesa [Marta Margotti]
2. L’ecumenismo e il dialogo interreligioso [Maria Adele Roggero]
3. La Parola [Germano Galvagno]
4. Il rinnovato interesse per la religione e la spiritualità [Oreste Aime]
5. La resistenza all’ingiustizia, alle oppressioni e alle guerre [Stefano Tassinari]
6. Presente e futuro del ministero [Roberto Repole]
7. La religione del corpo [Paolo Mirabella]

Per ognuna di queste tematiche i partecipanti sono invitati a collaborare per riconoscere insieme i segni dei tempi, sia positivi che negativi, e quindi a individuare i problemi che è nostro compito affrontare in questo momento storico, nella chiesa locale e universale.

Nel pomeriggio, una tavola rotonda e una discussione assembleare valuterà le tracce risultanti dai laboratori. L’intervento di Armando Matteo, Assistente Nazionale della FUCI e docente presso la Pontificia Università Urbaniana e l’ Istituto Teologico Calabro, raccoglierà e lancerà le proposte e gli stimoli risultanti dai lavori della giornata.

Come all’inizio, così alla fine dell’incontro un momento di preghiera raccoglierà gli spiriti davanti al Signore nei propositi e nelle prospettive per rispondere alla sua domanda di responsabilità evangelica e di servizio al mondo, nel tempo difficile che ci è dato.

È gradito, per motivi organizzativi, che chi intende partecipare lo segnali alla segreteria organizzativa (antonio.gorgellino@gmail.com – 3922523639).

Per informazioni: chiccodisenape@gmail.com – 3397635871.

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chiccodisenape ha partecipato a un interessante convegno sul tema, organizzato da AperTo (Associazioni per Torino) lo scorso 19 aprile.

Su questo sito si possono ascoltare le relazioni.

Qui si può scaricare il testo della relazione di chiccodisenape.

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(editoriale di Vittorio Rapetti – n.60, agosto 2009, Servizio di informazione e documentazione per responsabili e assistenti dell’Azione Cattolica – Delegazione Piemonte)

Appare alquanto necessario; fuori dai rischi di propaganda elettorale ma dentro – fino al collo – alla deriva della politica italiana.

Non mi sto a dilungare sulle vicende cosiddette “private” del capo del governo registro semplicemente lo sconcerto per quanto accade; ed è significativo che l’indebolimento di uno non sia motivo di soddisfazione per gli avversari, perchè tutti percepiscono che la questione non riguarda semplicemente un individuo, seppur tanto potente;

ma vi è uno sconcerto ancora più forte, che riguarda almeno due questioni alle quali sovente abbiamo accennato in questi anni (siamo arrivati al n.60 della nostra rassegna, iniziata 7 anni orsono !)

– la prima questione riguarda la condizione dell’informazione in Italia: essa è sempre più a rischio, visto il controllo pesantissimo su TV e giornali esercitato da un unico soggetto (o comunque da un blocco politico che rappresenta il 50-60% di italiani), ma considerando anche lo stile che hanno adottato in questi anni numerosi giornali, divenuti vere e proprie armi politiche che privilegiano la violenza verbale e la semplificazione, alimentando la divisione sociale e la paura, screditando persone e istituzioni, con obiettivo diverso dalla natura loro propria: fornire quelle informazioni utili a coagulare il consenso verso una persona e un blocco politico. E questo ha ben poco a che fare con la funzione di una stampa libera in un paese democratico.

– la seconda questione riguarda l’atteggiamento della Chiesa, o almeno di una parte consistente della gerarchia, ma anche del clero: molti non hanno voluto o saputo riconoscere i pericoli del berlusconismo e del leghismo (assai prima delle vicende sessuali di questo o quel personaggio, dei respingimenti o delle ronde), il loro stridente contrasto con i principi cristiani e con le affermazioni della dottrina sociale della chiesa. Si è lasciato correre sulla vera e propria “semina” di odio, di istigazione all’illegalità e all’intolleranza che in questi anni si è attuata in Italia. Si sono preferite altre battaglie, si sono denigrati e messi ai margini i cattolici democratici, si è parlato a lungo di “valori irrinunciabili” e di “principi non negoziabili”, sostenendo politici che – a parole – sbandieravano la “difesa della cristianità”.

La Chiesa è stata usata per far prevalere un blocco politico. Ora il disegno si è in larga misura realizzato (e registra inquietanti affinità con il vecchio progetto della loggia massonica ‘deviata’ P2). L’appoggio della Chiesa alla politica oggi sembra meno rilevante e necessario, ormai il consenso è conquistato e la fiducia (o quel che ne resta) è riposta e delegata al nuovo “Cesare”. I più recenti interventi di alcuni esponenti della gerarchia e del quotidiano “Avvenire” sono indubbiamente significativi, ma giungono ormai “fuori tempo massimo” per pensare che possano incidere sulla mentalità diffusa dei cattolici italiani; una mentalità formatasi negli ultimi 15 anni grazie ad una apertura di credito al centro-destra, che ha fatto leva sempre di più sul sentimento di insicurezza e di paura della gente (rispetto ad una questione ineludibile come quella delll’integrazione degli immigrati), ma che non ha certo promosso una riflessione diffusa sul modello di società che intendiamo costruire, nè su una nuova mediazione tra fede e realtà storica in trasformazione.

Nel frattempo – e proprio per questo – la Chiesa in Italia ha accumulato un notevole discredito presso non poche persone, che in essa nei decenni scorsi avevano scorto un riferimento “alto”, spirituale e morale. Inoltre questo rapporto con la politica ha condizionato anche la vita interna alla chiesa, facendo sempre più aumentare il peso delle componenti più clericali, tradizionaliste e anticonciliari, ma soprattutto lasciando un notevole disorientamento, anche per la evidente difficoltà a dialogare all’interno della chiesa.

Peraltro – nelle fasi in cui si è fatta meno acuta la battaglia in difesa della vita – in molte omelie è tornata a prevalere un atteggiamento volto a illustrare i tratti spirituali e teologici della fede, ma con una crescente difficoltà a raccordare/confrontare questi tratti con i dati esistenziali e socio-culturali; i temi della giustizia e dell’accoglienza hanno perso rilievo, pur in presenza di una crisi mondiale che sta pesando soprattutto sui più deboli. La prassi pastorale della chiesa – anche per il venir meno di persone e risorse – è sempre più concentrata sul campo liturgico e sacramentale; il ruolo dei laici resta sempre più ai margini, torna ad essere nella grande maggioranza delle parrocchie e diocesi quello di “collaborazione operativa”; ben poco si spende in formazione e nella costruzione di relazioni “adulte” e di “corresponsabilità” nella comunità cristiana.

In gioco non è il giudizio su una normale fase di governo gestita da forze politiche che hanno ottenuto un consenso dai cittadini, bensì è la mentalità diffusa che emerge dopo questa fase.

Gli italiani si ritrovano più impauriti, più violenti, più chiusi su se stessi, più disillusi della politica e della possibilità che questa si accompagni alla moralità e alla ricerca del bene comune.

Ed allora i comportamenti non solidali, egoistici, intolleranti o anche illegali trovano giustificazione, anzi diventano il vero modello di riferimento e rischiano di entrare in profondità anche nel modo di pensare dei cristiani, alcuni dei quali – anche praticanti – non riescono più a fare un collegamento tra valori cristiani e scelte concrete riguardo alla vita sociale e personale.

Tra i giovani tutto ciò è palese, ma la responsabilità principale va riferita al mondo adulto.

Ora non si tratta di fermarsi alla “denuncia”, ma di individuare i modi per fronteggiare questa crisi culturale e morale (ben più grave di quella economica, dalla quale comunque non si potrà certo uscire senza scelte di carattere solidale). Ogni soggetto dovrà fare la sua parte, sul piano politico, come su quello ecclesiale. Per questo la scelta dell’educazione come tema guida dell’attività pastorale e della riflessione culturale della chiesa italiana può diventare profetica, a condizione che sappia muovere da una lettura effettiva delle realtà e da una seria revisione delle attività pastorali svolte, senza tralasciare le questioni prima accennate : la questione del controllo dei mezzi di informazione/formazione, il rapporto tra chiesa e politica, il dialogo interno alla chiesa ed il ruolo del laicato.

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Chicco di senape (www.chiccodisenape.wordpress.com) è un gruppo di gruppi ecclesiali torinesi. Da una donna che ne fa parte viene questa meditazione, condivisa e fatta propria dal coordinamento, sul vangelo che giudica l´affanno pagano della nostra società. È questa paura che porta a leggi contro la giustizia, come quella del 2 luglio, cosiddetta sulla sicurezza, discriminante a danno degli immigrati. Il testo ci richiama all´impegno di solidarietà, si oppone alla politica dell´esclusione, chiede ai pastori della chiesa che parlino con forza evangelica per incoraggiarci tutti nella giustizia.

Nel sesto capitolo del Vangelo di Matteo meditiamo queste parole: 

[25]Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? [26]Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? [27]E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita? [28]E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. [29]Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. [30]Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? [31]Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? [32]Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. [33]Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. [34]Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà gia le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena.

È un orizzonte di tranquilla fiducia nel Padre lo stile di vita a cui siamo chiamati come discepoli. Il mondo in cui siamo immersi, al contrario, ci vede continuamente correre ed affannarci per ciò che mangiamo, indossiamo, beviamo.

“Cercate prima di tutto il regno di Dio e la sua giustizia”.

Siamo in un mondo in cui ogni giorno tutto pressa per farci preoccupare, per farci reagire in termini di chiusura e di paura ai cambiamenti sociali e culturali che la storia ci invita a vivere.

“Ad ogni giorno basta la sua pena”.

E invece tutto ci sospinge verso atteggiamenti ansiosi e comportamenti diffidenti. Davanti alla reazione cosi pagana che il nostro Paese evidenzia nel momento in cui declina il sacrosanto diritto a vivere nella sicurezza solo per chi sicuro lo è già, noi vogliamo ricordare, con il nostro impegno di accoglienza, solidarietà, giustizia, che i credenti camminano come il cieco Bartimeo sulla strada dietro a Gesù, sapendo che l´unico peccato che non sarà mai perdonato è quello di non aver riconosciuto il Signore laddove si nascondeva: “ero povero e non mi avete accolto.”

Diciamo pertanto in nome del Signore Gesù che ci opponiamo a una modalità esclusivista che rifiuta la coesione sociale.

Chiediamo che i Pastori si pronuncino con forza e coerenza evangelica dando voce alla coraggiosa e continua opera dei credenti che anche nelle parrocchie e nelle associazioni ecclesiali di questo Paese si adoperano per ogni donna e ogni uomo che tendono la mano e chiedono misericordia e giustizia.

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