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Archive for the ‘comunicazione’ Category

Riportiamo di seguito un articolo apparso sul quotidiano L’Unità dell’ 11 marzo u.s. riguardante la Lettera aperta alla Chiesa italiana elaborata dalla Rete dei Viandanti e sottoscritta anche dal Chicco di Senape.

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Dopo qualche mese di silenzio e di organizzazione, “chiccodisenape” torna con due nuove attività che speriamo che potranno coinvolgervi e interessarvi.

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La prima riguarda il nostro modo speciale di celebrare l’anniversario del Concilio: il 9 aprile al Centro Studi “Bruno Longo” (via  Le Chiuse 14) organizziamo un primo incontro tematico:

“Liberi tutti!” o “Liberi tutti?

La libertà religiosa al Vaticano II e oggi “,

curato da don Oreste Aime.

L’incontro inizierà alle 19 con la riflessione di don Oreste, seguirà un momento conviviale   (in cui chi può porta qualcosa e si mangia tutti insieme) e poi continuerà con la discussione comune. La conclusione è prevista per le ore 22.

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La seconda riguarda la proposta di un nuovo percorso di discussione e di confronto, secondo lo stile che abbiamo già condiviso in questi anni. Questa volta mettiamo a tema il ruolo delle donne nella Chiesa, accompagnati da la scheda “Di che cosa parli con lei?” che trovate in allegato.

I gruppi sono invitati a riunirsi e a partecipare (secondo le modalità proposte nella scheda), inviando un loro contributo tematico entro dicembre.

Nel frattempo sono previste alcune iniziative tematiche che saranno comunicate nei prossimi mesi, sino ad arrivare a un convegno nei primi mesi del prossimo anno.

Siamo felici di comunicare che quest’attività sarà fatta in collaborazione con il Coordinamento Teologhe Italiane (www.teologhe.org).

Tutti i gruppi che vorranno partecipare sono invitati a segnalare la loro adesione all’iniziativa scrivendo a chiccodisenape@gmail.com

Nei prossimi mesi il nostro sito https://chiccodisenape.wordpress.com ospiterà molti contributi tematici sulle due attività proposte.

Augurandoci di fare ancora un altro pezzo di strada insieme, vi salutiamo caramente,

le amiche e gli amici del coordinamento di “chiccodisenape”

Allegato: “Di che cosa parli con lei?”

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vi invitiamo a leggere, direttamente sul sito dei  Viandanti l’interessante editoriale di Severino Dianich, già docente nella Facoltà teologica dell’Italia centrale, su uno dei temi caldi nella Chiesa di oggi.

«La questione della sinodalità nella Chiesa oggi, non di rado, viene tradotta nei termini impropri di un’alternativa: democrazia sì, democrazia no.

La storia sementisce ambedue le ipotesi. Se si opta per “democrazia sì”, si urta contro una tradizione costante, per la quale la decisione sui dogmi della fede e sulla regola dei sacramenti mai è stata consegnata a delle assemblee popolari. Se si opta per “democrazia no”, ci si imbatte nella pratica dei concili, nei quali si decide, come nei parlamenti, sulla base di maggioranza e minoranza. Nei concili del passato inoltre, non mancava la partecipazione dei laici, se pure consegnata, come era ovvio accadesse in società autocratiche, ai principi e ai re. Inoltre nell’ordinamento canonico degli ordini religiosi, nel passato Continua la lettura »

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Un ulteriore contributo al dialogo  che abbiamo recentemente aperto può venire da questo articolo tratto da Vatican Insider (http://vaticaninsider.lastampa.it) del 7 gennaio scorso:

La Lettera di Markus Werlen di Einsiedeln esaurita in soli 3 giorni

Ancora una presa di posizione “dall’interno” della Chiesa allo scopo di indurre a qualche cambiamento di direzione e questa volta non si tratta di un gruppo di preti da etichettare  come “ribelli”, bensì lo scritto è a firma dell’abate benedettino di una grande abbazia come quella di Einsiedeln in Svizzera, Martin Werlen, 50 anni teologo e psicologo.

Ma c’è di più, secondo l’agenzia Adista che ne ha diffuso la notizia sul n. 1/2013, i contenuti della Lettera hanno ottenuto l’approvazione del vescovo locale, nella fattispecie il neopresidente della conferenza episcopale svizzera, Markus Büchel di San Gallo: “L’abate Werlen – ha scritto in un comunicato – ha raccolto interrogativi urgenti sollevati dai fedeli; ha evidenziato i problemi in modo molto chiaro e ha proposto possibili soluzioni. Ciò rappresenta uno stimolo per discussioni indispensabili nella Chiesa che sono anche una mia personale fonte di preoccupazione. Ecco perché gli sono particolarmente riconoscente”.

Ma vediamo in sintesi cosa chiede l’abate Werlen che parte da quell’espressione del card. Martini nel suo cosiddetto testamento (“Io vedo nella Chiesa di oggi così tanta cenere sopra la brace che spesso mi assale un senso di impotenza”) e da una sua relazione tenuta nel mese di ottobre in occasione dell’inaugurazione dell’Anno della Fede, oggi trasformata in Lettera-opuscolo dal titolo “Scoprire insieme la brace sotto la cenere”, esaurito in soli 3 giorni.

Per Werlen la drammatica situazione della Chiesa non è dovuta soltanto alla carenza di preti o alla sempre calante partecipazione dei credenti alla vita ecclesiale: il punto è che la Chiesa è «fredda» e rischia di scomparire, con un 20% della popolazione distante da qualsiasi appartenenza religiosa e una marcata polarizzazione tra progressisti e conservatori.

In questa situazione drammatica la vera disobbedienza, secondo Werlen, è quella di star fermi e non cominciare mai ad affrontare i veri nodi in gioco. “Se i problemi non vengono affrontati o non se ne può parlare, si rischia un calo di credibilità e, insieme, anche di fede. È in gioco l’essenziale!”.  Già la Chiesa in questi ultimi anni ha perduto gran parte di credibilità, per aver sottovalutato o affrontato nel modo sbagliato lo scandalo degli abusi sessuali, riconducendolo alle famiglie e non alla Chiesa stessa. E qui una posizione originale dell’abate e non ancora così acquisita. Se la Chiesa ha rinviato al mittente lo scandalo degli abusi dicendo spesso come quelli compiuti dai preti non fossero poi in numero superiore a quelli compiuti all’interno delle famiglie, qui sta il punto: anche le famiglie, se cattoliche, fan parte della Chiesa, quindi tutti battezzati e responsabili di crimini, una vera controtestimonianza.

Ma l’abate va anche oltre spingendosi anche a riforme sul governo della Chiesa, come la nomina dei vescovi su parere della base, che conosce le persone meglio di quanto non facciano a Roma, la composizione e il ruolo del collegio cardinalizio e suggerisce anche di avviare una discussione pacata sul celibato sacerdotale e sul ruolo della donna nella Chiesa (“la Chiesa è ancora in difficoltà nel dire sì alla donna”).

Nelle sue parole l’eco della Lettera dei teologi tedeschi e austriaci di 3 anni fa, alcune richieste dell’Iniziativa austriaca dei parroci, ormai collegata a preti irlandesi e non solo perché anche in Svizzera nei mesi scorsi erano state pubblicate richieste da parte di gruppi di preti tacciati come ribelli e finiti in silenzio.

Ora sembra essere qualcosa di più, anche perché si nota soprattutto l’eco della famosa Lettera del ’70 dove tra i firmatari comparivano teologi come Karl Rahner, Walter Kasper e Joseph Ratzinger.

MARIA TERESA PONTARA PEDERIVA

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Carissimi amici,
a conclusione di questo anno, vi anticipiamo i principali progetti che il coordinamento di chiccodisenape propone per il 2013.

Dopo l’incontro del 10 novembre dedicato al Concilio a 50 anni dal suo inizio, abbiamo ritenuto opportuno continuare nella riflessione su alcune tematiche che una Chiesa conciliare non può eludere o affrontare timidamente.
Nell’anno che viene invitiamo quindi i gruppi che esiderano partecipare alla rete di chiccodisenape ad approfondire la questione femminile nella Chiesa.
E lo vorremmo fare, non solo in merito ad alcune specifiche questioni che pure andranno affrontate (come quella dell’ordinazione delle donne), ma ragionando più alla radice sul senso e sulle forme della presenza del laicato nell’attuale realtà della Chiesa, esaminando criticamente come tale presenza sia ancora condizionata da una cultura maschilista (ad esempio nel linguaggio, nella debole percezione dello specifico femminile, nelle scelte pastorali e liturgiche, nella scarsa considerazione della teologia fatta dalle donne).
Entro la metà di gennaio sarà resa disponibile una traccia ed alcuni riferimenti bibliografici su cui inviteremo i gruppi a confrontarsi e ad esprimere idee e proposte.
Nel mese di giugno raccoglieremo il materiale documentale che i gruppi produrranno, e con esso prepareremo una sintesi.
A conclusione di questo lavoro prevediamo un convegno che realizzeremo nell’autunno (ottobre o novembre).

Parallelamente a questo progetto stiamo organizzando una serata per il mese di marzo dedicata ad una rilettura della dichiarazione conciliare “Dignitatis humanae” sulla libertà religiosa, in riferimento all’attuale situazione culturale e sociale.

Vi segnaleremo poi puntualmente, appena saranno definite, le iniziative dei gruppi aderenti a chiccodisenape, che si vogliono aprire a tutte le persone interessate; ne sono già state preannunciate alcune, della comunità di via Germanasca, del MEIC,dei gruppi parrocchiali del Patrocinio di San Giuseppe e di santa Monica.

Da tutti noi l’augurio di un sereno Natale. Il Signore doni a noi, alla Chiesa e al mondo, la sua pace nell’anno che viene.

Il gruppo di coordinamento del chiccodisenape

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