Ai direttori e loro collaboratori,
COMUNICATO STAMPA
Esprimiamo solidarietà al prof. Gustavo Zagrebelsky, attaccato – e non per la prima volta – da “Avvenire” nella recente accalorata e reboante perorazione di Dino Boffo, direttore del quotidiano, dal titolo Tristezza per una manipolazione ingiusta dello scorso 12 febbraio.
Nella sua intervista a “la Repubblica”, che ha scatenato l’ira del direttore di “Avvenire”, Zagrebelsky aveva usato toni equilibrati, ben lontani dalla concitazione ideologica e dalla retorica esaltata tipica di chi si sente ben installato sul piedistallo (cioè con i piedi sopra) della Verità.
Da parte nostra riteniamo inaccettabile, certo come credenti ma anche solo come persone di buon gusto, il contenuto e lo stile delle affermazioni di Boffo, perché
- - menzognere: smentiscono, senza fondamento testuale, quanto dall’articolo di Tarquinio si evince e cioè che possano essere definiti boia coloro che si comportano come Beppino Englaro;
- - minacciose: invita implicitamente a boicottare “la Repubblica;
- - erronee, perché attribuisce al prof. Zagrebelsky l’appartenenza alla chiesa valdese;
- - offensive per i fratelli valdesi, perché il termine “valdese”, nel contesto, assume un risvolto sprezzante.
Ci auguriamo che si metta da parte una volta per tutte l’uso di quel tono e di quegli argomenti nel rapporto, anche sulla stampa, fra non credenti e cattolici, dei quali il dott. Boffo, direttore di “Avvenire”, si fa portavoce, senza averne minimamente titolo.
Torino, 19 febbraio 2009
Il coordinamento di Chicco di Senape: Oreste Aime, Giuseppe e Cristina Bordello, Simona Borello, Vincenzo Buttafuoco, Nino Cavallo, Paolo Chicco, Claudio Ciancio, Roberto Di Lupo, Giuseppe Elia, Tommaso Giacobbe, Paola Giani, Marco Mazzaglia, Salvatore Passari, Ugo Perone, Enrico Peyretti, Franco Peyretti, Domenico Raimondi, Toni Revelli, Maria Adele Roggero, Ugo Gianni Rosemberg, Mario Sanguinetti, Fiorenzo e Anna Maria Savio, Stefano Sciuto, adriana Stancati Momo, Riccardo Torta





condivido in pieno e sottoscrivo
La CEI, almeno una parte, ed il suo quotidiano stanno alzando il livello di autoritarismo, ma sta crollando la loro autorevolezza ed anche la loro credibilità .
Basta dire che alcuni alti prelati come Ruini, Sepe, Bagansco, Fisichella appoggiano ormai da troppo tempo il governo di Berlusconi
un caro saluto
agostino
Condivido a pieno questa lettera perchè vedo nell’intervento
dell’Avvenire l’estremo tentativo delle gerarchie ecclesiastiche
più anticonciliari di omologare il popolo cattolico alla loro visione del mondo.
Resistere,Resistere,Resistere,se non vogliamo che la chiesa diventi succube del potere autoritario,come successe nel periodo nazifascista (vedi testimonianze di Niemoller, Bonhoeffer e Von Galen).
Un fraterno saluto