
Crediamo sia troppo. 24 ore di luci e riflettori, sceneggiate, affrettate conferenze stampa, incontinenti dichiarazioni. Riteniamo sia necessario il silenzio, il rispetto e la preghiera. Facciamo nostra la richiesta di Beppino Englaro pubblicata oggi su La Repubblica augurandoci che i media sappiano fermarsi prima, molto prima, di raggiungere la soglia del gossip, del vojeurismo, dello spiare l’intimo di una famiglia.
Chiedo rispetto per il nostro dolore
di Beppino Englaro, Repubblica – 4 Febbraio 2009
Caro direttore, rompo il silenzio stampa che io stesso ho chiesto qualche mese fa per chiedere un altro tipo di silenzio. Non più quello formale, perché la giustizia faccia il suo corso, ma quello umano, quello che nasce dalla compassione, quel soffrire insieme che presuppone una comprensione sulla base del sentimento e del dolore. Non voglio fermare il dibattito della ragione che, ancora una volta, io stesso ho fortemente voluto, quello sui diritti e la libertà e il ruolo delle leggi. Anzi, il dibattito è fondamentale. Ma ora chiedo di abbassare i riflettori e di far uscire dalla loro luce impietosa la mia Eluana.
Che continui e si sviluppi la discussione se è giusto o se è legale interrompere una vita artificiale, e se e come e chi ha il diritto di farlo, ma vorrei che tutto questo si svolgesse lontano dal corpo di Eluana. Chiedo ai media ora di avere il massimo rispetto possibile per la dimensione privata della vicenda di mia figlia.
Io sono una persona comune, un padre come tanti, forse un po´ più cocciuto di altri. Mi ritrovo al centro di un caso di accanimento mediatico e ora ne sento tutto il peso. Non posso, proprio non posso, pensare che, se la sentenza verrà davvero eseguita, ne vengano descritti giorno per giorno i dettagli operativi, buttandoli in pasto a chi con essi si vuole commuovere, emozionare, adirare. C´è un limite, c´è un momento in cui intorno a un letto di ospedale viene tirata una tenda. Sono fiero della battaglia che ho combattuto fino a qui per amore di Eluana e della sua visione della vita, rifarei tutto daccapo e so che lei sarebbe fiera di me.
Lei è oggi un simbolo di libertà e forza di volontà che le sopravvive e sopravviverà anche a me. Ma Eluana non deve essere più esposta per sostenere quella o questa visione dell´ormai, troppo famoso, caso Englaro. Chiedo rispetto anche per il dolore mio e quel che resta della mia famiglia e della mia vita. Tutti sono liberi di giudicarmi, l´hanno già fatto e ancora lo faranno. Ma non adesso, non in questi giorni. Accetti chi non mi capisce e vitupera le mie scelte una moratoria sul flusso di informazioni specifiche sull´evoluzione della condizione di Eluana. Io sono sicuro che Eluana ha in questi giorni tutta l´assistenza di cui ha bisogno, oltre al mio amore, come sempre.





[...] interventi sul tema, ma alcuni temi si individuano nella frammentarietà del dibattito. Scrive Chicco di Senape-Blog di credenti di Torino: “Crediamo sia troppo. 24 ore di luci e riflettori, sceneggiate, affrettate [...]
Grazie signor peppino!!!!!!!!!!!
Grazie di aver dato voce a sua figlia,di aver fatto rispettare le sue,volonta e grazie di non aver permesso ad un religioso Tedesco in questo caso
ma non importa se Polacco Italiano od altro
Il quale dice che DIO dice!! di violare offendere ulteriormente il corpo di sua figlia
Pochi come lei al mondo credo possano dire
di aver amato un figlio Signor Peppino Io non sono un uomo coraggioso malei sarà un po il mio ispiratore ritengo mestesso un un soggetto timoroso..Ma o letteralmente terrore di chi
afferma che DIO gli a detto,e se venisse da qualcuno creduto?
Emilio Marri……..