“Il miglior antidoto contro il laicismo è la laicità; il miglior antidoto contro il relativismo è la relatività” (Vittorio Bachelet, servo di Dio e servo dello Stato, assassinato nel 1980)
“Se esiste la libertà è la libertà di poter dire ciò che gli altri non vogliono sentirsi dire” (George Orwel)
Ecco il testo integrale dell’allocuzione che Benedetto XVI avrebbe dovuto pronunciare durante la sua visita all’università romana de La Sapienza, per l’inaugurazione dell’anno accademico.






Da ex-fucino sono indignato per questo laicismo sbandierato e distorto che non sa affrontare e sostenere il confronto. Vi lascio qui una mia riflessione sull’argomento, un saluto
http://eftorsello.wordpress.com/2008/01/15/la-figuraccia-della-sapienza/
Davvero grande figura Bonifacio VIII. La Sapienza lo ricordera’ di sicuro con orgoglio come il suo fondatore…
Scusate se ho iniziato dalla fine, mosso con urgenza dalla vergogna che provo a leggere questo e molti altri commenti di cattolici sulla vicenda !
Sicuramente troppo e’ stato scritto sulla questione; mi sembra pero’ che si sia sempre parlato di “forma” e mai di “sostanza”.
Ho tre domande:
- cosa voleva davvero dire nel 1989 il card. Ratzinger citando Feyerabend e Von Weizsacker? Da bieco spelafili quale sono non pretendo certo di avere doti da
filosofo o esegeta: pero’ ho riletto piu’ volte il discorso e non ho trovato traccia di quell’ “infortunio” che tanto scandalizza il prof. Israel sull’ Osservatore Romano…
- papa Benedetto XVI condivide ancora, dopo quasi 20 anni, quanto detto dall’allora card. Ratzinger?
- da ultimo: come giudica le parole del suo predecessore Giovanni Paolo II (pronunciate peraltro 6 anni prima del 1989): “Per ritornare al caso di Galileo, noi riconosciamo certamente che egli abbia sofferto da parte degli organismi della Chiesa” (vedi “http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1983/may/documents/hf_jp-ii_spe_19830509_scienziati_it.html“)?
Nella risposta a queste domande dovrebbe essere ricercata la verita’ e la possibilita’ di confronto tra gerarchia cattolica ed istituzioni pubbliche.
Si puo’ infatti dialogare quasi su tutto, ma non esiste possibilita’ di dialogo con chi non riconosce cio’ che la storia ha ormai sancito senza ombra di dubbio.
Grazie dell’attenzione ed un saluto a chi ha avuto la cortesia e la pazienza di leggere queste righe.
Marco Peisino